lunedì 21 agosto 2006

Vivere nel terrore

La leader della comunità marocchina scrive al Ministro dell'Interno, Giuliano Amato: "Le donne musulmane oggi vivono nel terrore. I documenti vengono sottratti loro dai mariti o dai padri all'arrivo in Italia e, peggio ancora, non viene richiesto per loro il rinnovo del permesso di soggiorno per ridurle alla clandestinità...Ma molti problemi riguardano anche i casi di divorzio. Le donne sposate in Marocco, ma residenti in Italia, devono tornare nel loro Paese per ottenere il divorzio, ma se lo fanno all'insaputa del marito sono colpevoli di abbandono del tetto coniugale. L'uomo, invece, è libero di viaggiare, tornare in Marocco e annullare il matrimonio ottenendo le condizioni a lui più favorevoli, oppure può decidere di sposare altre donne..." Ma è forse colpa dell'Islam? Non credo...la colpa è forse del maschilismo di un'intera società! L'islamismo

4 commenti:

maria ha detto...

Che ne pensano i maschietti, frequentatori di questo blog? ;-)

maria ha detto...

E' già tanto difficile capire ed accettare la nostra cultura...figuriamoci quella a noi lontana e poco conosciuta! Difficile per me esprimere un parere obiettivo su questo problema da te sollevato...sto leggendo per capire di più!

Grazie Silvia!

silvia ha detto...

Hai proprio ragione...è dificile poter esprimere un giudizio! Sai, mi capita spesso di parlare con persone di fede islamica...e ti assicuro che sono tutti estremamente ospitali...oggi leggevo anche un articolo sul giornale che diceva che uccidere una persona è vietato anche dalla legge coranica...per questo tendo a credere che la colpa di molti atti debba essere attribuita al maschilismo imperante!

Antonio Saccoccio ha detto...

Io sono per il rispetto delle diversità culturali, ma fino a quando non ledono i diritti umani.
Per questo è giusto intervenire a favore di queste donne. Come è giusto intervenire in altri casi.
La cosa più preoccupante è che oggi invece ci vengono proposti un'integrazione e un multiculturalismo stupido, che vivono di slogan ma che se ne fregano dei diritti umani.